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Indici di manutenzione: lavori in corso nell’Igiene Ambientale

Da tempo gli operatori del settore hanno iniziato a porsi il problema dell’efficacia e dell’efficienza della manutenzione delle flotte di veicoli per l’Igiene Ambientale, desiderando criteri comuni per regolamentare il rilevamento e confronto delle performance. L’introduzione di una norma che definisca opportuni parametri renderebbe possibile effettuare comparazioni fra Aziende e ottenere benchmark interni.

Responsabili Tecnici di 12 Aziende di Igiene Ambientale, coordinati da specialisti nella gestione di processi manutentivi, hanno dunque promosso la costituzione di un gruppo di lavoro dedicato alla redazione della norma “Indici di manutenzione per il settore della raccolta e spazzamento dei rifiuti urbani”. Il tavolo incaricato di sviluppare l’argomento e di giungere alla scrittura della norma opera attraverso incontri fra tecnici esperti ed è operativo nell’ambito del Gruppo di Lavoro 8 della Commissione Ambiente dell’UNI. I tempi di redazione della norma, la cui bozza è classificata con il codice UNI U53002120, prevedono 18 mesi di lavori che si concluderanno questo autunno.

Le attività del gruppo di lavoro stanno procedendo secondo le previsioni e i risultati finora ottenuti hanno già riscosso positivi ritorni sia in sede UNI sia al convegno AIMAN Trasporti che si è tenuto a Bologna il 14 aprile 2010.

 

La costruzione della norma

La diversificazione dei veicoli e delle attrezzature e le difficoltà operative in ogni turno di servizio comportano una generale difficoltà nel misurare le performance manutentive in questo comparto. Non a caso un allegato alla norma comprende una classificazione degli asset di interesse, suddivisi fra veicoli ed attrezzature. Le condizioni di intenso utilizzo in ambito urbano favoriscono frequenti microincidenti e rotture che comportano un notevole ricorso alla manutenzione correttiva, rendendo arduo parlare di efficienza ed efficacia del sistema manutentivo. Ciò non di meno il tracciamento delle lavorazioni e degli oneri ad esse associati consente una maggiore comprensione del fenomeno e possibile l’individuazione di idonee azioni corretti ve; è da questi dati che si ricavano gli indici di comparazione. Nella determinazione dei piani di manutenzione incide inoltre pesantemente la tipologia di missione affidata ai veicoli, che varia in maniera anche significativa in funzione della percentuale di raccolta differenziata operata e della tipologia del materiale trasportato. La stessa raccolta differenziata ha le sue peculiarità: ad esempio un veicolo adibito alla raccolta di carta e cartone presenterà più facilmente problemi connessi ai pesanti carichi trasportati, agli elevati sforzi a cui sono sottoposti sia la parte di compattazione che la struttura dell’attrezzatura, mentre un suo gemello, adibito alla raccolta del vetro, sarà maggiormente afflitto da problematiche connesse all’aggressività dei cocci di vetro sulle superfici dell’attrezzatura.

 

Obiettivi e prospettive

L’adozione di una terminologia comune e di una classificazione univoca di veicoli e attrezzature risulterà indispensabile a fini di benchmarking interno e nell’ottica dello sviluppo del full service di manutenzione o di introduzione di acquisti basati sul Life Cycle Cost; nelle intenzioni dei partecipanti c’è la volontà di coinvolgere i principali costruttori e le associazioni di categoria (Federambiente e FISE-Assoambiente), fino ad arrivare a capitolati standard di fornitura per veicoli e attrezzature, come già avviene per il settore degli autobus nel mercato finanziato.

La possibilità di confrontarsi fra realtà analoghe potrà innescare un miglioramento continuo dei processi manutentivi aziendali: volontà condivisa non è infatti quella di stilare classifiche fra le varie Aziende, ma di consentire a queste ultime di diventare consapevoli delle proprie caratteristi che peculiari in riferimento alla situazione generale e di trarre utili spunti di miglioramento.

 

Luigi Di Mauro
Responsabile Manutenzione automezzi
A.S.I.A. - Napol
dimauro

 

 

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